"Some crises are the only sign that something inside is screaming to get out." Guccini sang so many many many years ago. You may have guessed from previous articles that I feel a certain uneasiness about the political situation, civil, cultural, social and economic situation in which our country. So the crisis, I said. I do not refer clearly to my life, although there is much to write, because I do not think at the best place and probably interested little (maybe they'll talk about in private over a beer!). I refer to Berlusconi, the "Berlusconi" , the crisis which ha dimostrato le inefficienze dal capitalismo (le iniquità le aveva mostrate da tempo, dall'800 circa), ai continui attacchi alla magistratura "rossa" da parte del governo atta a deleggittimarne le funzioni vitali per la democrazia, come i continui attacchi al parlamento, al Capo dello Stato ("lo sapete da che parte sta" diceva il Solito qualche tempo fa...). E ancora lo schifo del tg 1 di Minzolini , le minacce camorristiche dei " berluscones " a Fini e ai finiani ("se non tornano all'ovile per loro sarà guerra", diceva sempre lo Stesso, poco tempo fa), la presenza in ruoli chiave della politica italiana di gente imbarazzante che non può guardarsi allo specchio tipo Capezzone , Bondi , Cicchitto e altri. E poi la legge sulle intercettazioni ("per salvaguardare la privacy dei cittadini italiani", diceva sempre Lui, dimenticando che i cittadini comuni non hanno segreti da pubblicare su Repubblica), lo scudo fiscale che ha riportato in Italia, ripulendoli, soldi evasi e mafiosi, il lodo Alfano , atto a difendere l' indifendibile . Ancora, la c.d P3, i casi Scajola , Cosentino, Verdini, Brancher . Dimentico folse anything but the concept is clear. an excess of lucidity, it is a time when the reality is for that which is different from what it should be and then explode tensions manifest themselves in all their crudeness, inevitability. We Italians
"normal", we would like an Italy only "normal" essere governati da gente "normale", che ci permetta di vivere in un contesto che preveda istruzione, ricerca, mercato del lavoro, stampa, magistratura "normali". Vogliamo, insomma, una vita "normale". Chiedo troppo?
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