Saturday, June 9, 2007

Robosapien Lost Remote

Sarkozy and the "droite" socialist

Nicolas Sarkozy, neo-presidente della Repubblica Francese, sta attuando riforme a ritmi frenetici. Pur essendo esponente della droite , le sue linee politiche di governo appaiono ugualmente più a sinistra che in Italia, dove c’è un governo socialista. Mi spiego meglio: il neo-inquilino dell’Eliseo ha effettuato tagli sul welfare state , il quale ciò although remains more consistent than ours. Some examples: cut unemployment benefits to those who refuse a job twice. In Italy, the unemployment benefit does not exist. Abolition of inheritance tax on small and medium estates. For us it was also abolished on the big ones, as well as by Berlusconi by the current government, given the tacit approval.
Given that the welfare state north of the Alps is definitely more powerful, some might think that the downside is a 'massive public spending. But no, given that Italy has a public debt equal to twice that of France. The heart of the problem, then, is always the same. Sorry to repeat myself but l’inefficienza dell’amministrazione nostrana è sempre sotto gli occhi di tutti.
I meccanismi della spesa sono rimasti quelli dell’era DC, finalizzati alla formazione del consenso e alla creazione di clientele dipendenti dal denaro pubblico, attraverso sovvenzioni a cliniche amministrate da politici o loro amici, pensioni a cinquantenni, alti stipendi a funzionari statali spesso perditempo,ecc. Non lo devo ricordare io che gli investimenti finalizzati ad un miglioramento del benessere generale siano anche quelli verso bambini, famiglie, anziani, poveri,ecc. Lo Stato italiano, sul piano delle azioni politiche costruttive, è vergognoso. Il governo è composto, tra ministri e sottosegretari, da circa ottanta persone. L’altro day I discovered the existence of Minister for implementing the government program , such Giulio Santagata. But we're kidding? But that ministry? But the chairs were finished? In France, ministers 15. I believe that over fifty years of dictatorship white (the DC government) have made our country a place of waste and inefficiency, as tangentopoli (and others) showed at the beginning of the 90s. That said I do not add much to mention articles I have written above. I hope someday to be able to refute ...

Tuesday, June 5, 2007

How To Get Black Puffle With Out Being A Member

A question of numbers I

It 's been about a year by the establishment of the Prodi government but doubts still remain la sua possibilità numerica di amministrare il Paese. Di fatto, ogni giorno gli esponenti della fazione opposta ne invocano la caduta per questioni, appunto, di possibilità aritmetiche di governare. Ovviamente gli attaccati si difendono sostenendo il contrario. Chi ha ragione? Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza…
Le elezioni politiche del 2006 si chiusero in sostanziale pareggio, con uno scarto ridottissimo ma decisivo pari a circa 24000 voti. Sarà forse colpa del centro-sinistra se l’opinione degli italiani era spaccata e l’esito delle urne fu equilibrato? Io credo di no, per il semplice fatto che nessuno ha la bacchetta magica e tutti provano a fare del proprio meglio. Se poi il match termina in parità non è colpa di nessuno. Così come non è colpa di nessuno se in un sistema democratico bipolare qualcuno deve vincere, qualunque sia la differenza di voti. La democrazia è il governo della maggioranza più uno o non è democrazia. Che questo piaccia o meno, è così.
Chi invece ha colpe pesanti in questa paralisi parlamentare, è il centro-destra del governo Berlusconi. I suoi esponenti hanno prodotto una legge elettorale impresentabile, una “porcata” a detta di chi l’ha firmata, cioè il ministro Calderoli, il quale ha dichiarato di averla scritta volontariamente male per costringere il futuro governo a cambiarla sotto ricatto della Lega. Inoltre, visto che i sondaggi favorivano il centro-sinistra, throughout the deployment because the government decided to support it, blocking the premium Senate majority, any government would never have the numbers required. In other words, knowing that losing decided to limit the damage. Among the other was a boomerang because the old electoral law would win ... it was just an idea "brilliant" to change it!
That said, I think you know who have responsibilities for the current deadlock, at least from the algebraic point of view. As a result, Berlusconi down, should have the good sense not to repeat the same nursery rhyme "numbers to govern." I understand the political opposition, but all ha un limite…

Sunday, June 3, 2007

Kaméhasutra Vidéo

Donadoni at home! Sliding doors

Ieri la nazionale italiana, campione del mondo, ha vinto risicatamente contro le isole Far Oer, squadra dilettantistica. Chi ha segnato a Buffon cioè al miglior portiere del mondo è Rogvi Jacobsen, di professione carpentiere. Per intenderci, anch’io potrei giocare titolare con quella squadra. Qualcuno indicherà nelle scarse motivazioni il motivo della penosa prestazione, ma la sostanza non cambia: Donadoni è inadeguato al ruolo che ricopre. Delle due l’una: o l’Italia fallirà clamorosamente il raggiungimento dei propri obiettivi e il C.T. avrà dimostrato di essere un incapace o vincerà gli Europei e allora avremo la dimostrazione che anyone could train at certain levels.
For those not expert in soccer, briefly exposing the curriculum of the character in question: Lecco (c2), relieved. Genoa (b) exempt. Livorno (a) exempt. This "brilliant strategist" is the coach of national champion. But we're kidding? Marcello Lippi after we deserve this subject? Perhaps not everyone knows the reason for his appointment. This is the classic "Italian", which is recommended. It 's a great friend of the former deputy special commissioner of the FIGC Demetrio Albertini, in office at the time of hiring. It is also unpleasant, which is nothing new as well anche i suoi predecessori, però almeno loro erano “qualcuno”. Sacchi, Lippi, Bearzot erano allenatori di caratura internazionale, a loro si poteva perdonarlo. E come non citare i grandi giocatori che rifiutano la nazionale, Nesta e Totti in primis. Un po’ di carisma credo che un allenatore debba averlo…con me non si sarebbero permessi! Inoltre c’è una norma che prevede la squalifica per le volontarie rinunce. Donadoni non li convoca per evitare incidenti diplomatici con i club e quindi i due non incorrono in alcuna sanzione…che grande “coglione”!!!
Se in questo gioco esiste ancora un po’ di dignità credo che la prima cosa da fare sarebbe l’esonero di un condottiero incapace, inesperto e senza personalità. Dato che il termine dignità è stato cancellato da tanti dizionari (non solo quello calcistico), ognuno manterrà il suo posto, come sempre in questo nostro assurdo Paese.

Friday, June 1, 2007

Digital Plauground Access



Vi è mai capitato di immaginare la vostra vita in relazione ad un particolare che ne potrebbe aver cambiato il corso? Vi è mai capitato di trovarvi davanti alle porte scorrevoli di un treno e pensare, anni dopo, cosa sarebbe cambiato se quel treno l’aveste preso o meno? A me si, tante volte.
Ovviamente quella del treno è una metafora, rappresenta il momento in cui la propria vita si trova davanti a un bivio, spesso senza neanche accorgersene. The idea is not mine, I borrowed from a famous film which explored the unpredictable consequences of a simple tube or got lost, whatever one morning in the life of an ordinary person. The title is, in fact, sliding doors.
I often go back on past choices, mental reconstruction following the life of any other choices: if I had chosen this option? If I had played in this team? If I had gone to live in this city? If on that occasion I had behaved like that? If, if, if, if ... if with and with but do not make history, or so they say ... I am convinced that we must imagine their life in the making, guardare avanti senza voltarsi indietro mai (o quasi mai). Tra l’altro andrebbe anche valutato se siamo davvero padroni delle nostre azioni. Qualcuno crede nel destino, in un filo rosso che lega gli episodi della nostra vita al fine di realizzare un disegno già scritto e a noi sconosciuto. Personalmente al fatalismo credo poco e spesso torno sui miei passi attribuendomi meriti e demeriti di quel che mi accade. Forse sbaglio peccando di presunzione. L’unico dato oggettivo, sia come sia, è che indietro non si torna e ognuno paga i propri errori così come raccoglie quello che ha seminato. Poi il resto rientra nel campo delle ipotesi, delle congetture, delle eventualità. In una parola, in tutto ciò che lascia il tempo che trova. Forse l’unica cosa da fare sarebbe correre, sempre e comunque, qualunque sia il proprio ruolo e il proprio percorso, a prescindere dall’essere un leone che deve correre più della gazzella per non morire di fame o gazzella che deve farlo per non essere mangiata. Per entrambi fermarsi a ragionare sui se potrebbe essere deleterio.