In alcuni articoli precedenti ho parlato di Chiesa, libertà d’opinione, informazione, disinformazione, democrazia. E’ scoppiato un caso che racchiude in sé tutti questi temi. Protagonisti: la RAI, Michele Santoro e la CEI. Oggetto del contendere, un video sui preti pedofili girato dalla BBC e acquistato dalla tv di stato italiana al fine di trasmetterlo nell’ambito del programma giornalistico anno zero. Innanzitutto va sottolineata la fonte:bbc, una delle emittenti più professionali e prestigiose al mondo, per molti un esempio di giornalismo. Segue che, pur non avendo visto il servizio, non dubito della sua qualità e onestà intellettuale, ragion per cui credo che debba essere trasmesso. Tuttavia c’è un però, quello relativo alla natura della trasmissione: Santoro è decisamente di sinistra, cosa concessa a un giornalista solo a patto che dichiari esplicitamente la propria parzialità, al fine di non distorcere disonestamente l’idea di chi ascolta o legge o vede. Lui lo fa, però in questo caso dovrebbe stare particolarmente attento data la delicatezza del tema. Dovrebbe,cioè, sforzarsi di essere più equilibrato possibile e di garantire un dibattito davvero pluralista, affinché una seria inchiesta sociale non si trasformi in uno sterile attacco anticlericale. Per quanto riguarda gli esponenti ecclesiastici, credo che debbano essere i primi ad appoggiare questo progetto al fine di evidenziare le “mele marce” e prenderne le distanze.
Sono, dunque, favorevole alla messa in onda del servizio a condizione che la libertà d’opinione rispetti il limite del buon senso di cui parlai già in precedenza, in questo caso evitando attacchi e strumentalizzazioni. Se le due parti (Chiesa e giornalisti del programma) sapranno mantenere una posizione netta ma leale , credo che questa storia gioverà ad entrambe. Spero non si lascino sfuggire un occasione per ripulire la propria immagine, spesso sporcata da un po’ di presunzione fuori dalle righe.
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